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Compliance AI Act: obblighi per imprese e professionisti
Compliance AI Act per imprese e professionisti
L’intelligenza artificiale è ormai entrata a far parte delle attività di imprese e professionisti e, con essa, è arrivata anche la relativa disciplina normativa. Il Regolamento (UE) 2024/1689, noto anche come “AI Act”, definisce un quadro normativo articolato per chi sviluppa, distribuisce o utilizza sistemi di intelligenza artificiale.
Sul piano interno, anche il legislatore italiano è intervenuto con la Legge n. 132/2025 per disciplinare lo sviluppo, l’adozione e la governance dei sistemi di IA nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali e in piena coerenza con l’AI Act europeo.
Orientarsi in questo quadro non è semplice: si tratta di una normativa relativamente recente, in fase di progressiva attuazione, che richiede un’analisi caso per caso. Il rischio di non occuparsene non è solo sanzionatorio ma anche reputazionale e contrattuale.
Classificazione del rischio
L’AI Act classifica i sistemi di intelligenza artificiale in base al livello di rischio che presentano — inaccettabile, alto, limitato, minimo — e da questa classificazione dipendono gli adempimenti normativi. Comprendere in quale categoria rientrano i sistemi utilizzati o sviluppati è il punto di partenza di qualsiasi percorso di compliance. Offro supporto nella fase di analisi e orientamento, tenendo conto del contesto operativo e del ruolo ricoperto.
Adeguamento normativo
Una volta classificato il rischio del sistema di AI e individuata, di conseguenza, la disciplina normativa applicabile, si apre la fase di adeguamento. Si tratta di un percorso che postula una serie di attività — come l’adozione o revisione di alcuni documenti, anche contrattuali, la valutazione e modifica delle procedure interne aziendali — che richiedono un approccio multidisciplinare e un monitoraggio costante dell’evoluzione normativa.
La traduzione pratica degli obblighi previsti dall’AI Act richiede sempre una valutazione specifica della realtà concreta: offro supporto in questa fase di analisi e orientamento, con un approccio che tiene conto delle caratteristiche specifiche di ogni organizzazione.
AI Act e GDPR: un binomio inscindibile
Molti sistemi di intelligenza artificiale trattano dati personali. In questi casi, l’AI Act si affianca al Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e ai provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali, con obblighi che si sovrappongono e si integrano. Una valutazione che tenga conto di entrambi i profili normativi è essenziale per evitare lacune o incongruenze nel percorso di adeguamento.
Contrattualistica connessa ai sistemi di IA
L’adeguamento all’AI Act passa anche attraverso la revisione e l’aggiornamento dei contratti. Il Regolamento impone obblighi specifici, ad esempio, nei rapporti tra fornitori e deployer di sistemi di IA che possono riflettersi nelle pattuizioni contrattuali.
Si può inoltre porre l’esigenza di contrattualizzare nuove collaborazioni come nei casi di fornitura di sistemi o servizi basati su IA che possono rendere necessari, a mero titolo esemplificativo, accordi di licenza, clausole di allocazione del rischio e della responsabilità tra fornitore e utilizzatore, fino alle condizioni d’uso di strumenti IA rivolti a clienti o collaboratori.
Formazione: AI literacy e programmi aziendali
Tra le varie disposizioni, l’AI Act prevede l’obbligo di garantire un adeguato livello di competenza in materia di intelligenza artificiale al personale che utilizza sistemi di IA nell’esercizio della propria attività (art. 4, Reg. UE 2024/1689). Si tratta di un obbligo trasversale, già pienamente applicabile, che riguarda qualsiasi organizzazione indipendentemente dalla dimensione.
Oltre al supporto nell’adempimento di questo specifico obbligo, offro programmi di formazione rivolti ad aziende e team professionali, personalizzabili in base alle esigenze concrete: dal quadro normativo di riferimento alla gestione dei principali profili di compliance, con attenzione ai settori maggiormente esposti agli obblighi del Regolamento.
Come avviare un percorso di compliance AI Act
L’adeguamento all’AI Act richiede un approccio strutturato, che parte da una ricognizione delle tecnologie utilizzate e si sviluppa attraverso una serie di verifiche progressive.
In linea generale, il percorso può includere:
- l’individuazione dei sistemi di intelligenza artificiale impiegati nell’attività
- la classificazione del livello di rischio secondo i criteri previsti dall’AI Act
- la verifica dell’eventuale trattamento di dati personali e del coordinamento con la normativa in materia di dati personali
- l’analisi degli obblighi applicabili in base al ruolo ricoperto (fornitore, deployer, utilizzatore)
- la revisione della documentazione interna e dei rapporti contrattuali
- la definizione di misure organizzative e di controllo adeguate
- formazione del personale
Si tratta di attività che devono essere calibrate sulla specifica realtà dell’organizzazione e che richiedono un aggiornamento costante, anche alla luce della progressiva attuazione del quadro normativo.
Perché occuparsi di compliance AI adesso
Alcuni obblighi dell’AI Act sono già pienamente in vigore. Attendere significa, in alcuni casi, trovarsi già in una posizione di inadempimento — con le conseguenze che ne derivano sul piano sanzionatorio, ma anche nei rapporti commerciali con partner e clienti che verificano sempre più la conformità normativa come condizione contrattuale.
Avviare ora un’analisi della propria posizione consente di affrontare il percorso in modo graduale e strutturato.
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