NDA – Accordo di Riservatezza (Non Disclosure Agreement): cos’è, quando usarlo e come strutturarlo

NDA (Non Disclosure Agreement) significa letteralmente “accordo di non divulgazione”: è il contratto, chiamato anche accordo o patto di riservatezza, con cui due o più parti si impegnano a non divulgare a terzi determinate informazioni e a utilizzarle solo con le modalità e per gli scopi previsti nell’accordo.

Nel mondo degli affari e delle collaborazioni professionali, proteggere le informazioni riservate è importante per salvaguardare idee, progetti, dati aziendali e know-how strategico. A questo scopo, uno strumento fondamentale è il Non Disclosure Agreement (NDA), noto in italiano come accordo di riservatezza o patto di non divulgazione.

Sono Erika Bonollo, avvocato che presta consulenza ad imprese e professionisti e, in questo articolo vedremo che cos’è nello specifico un NDA, in quali situazioni è opportuno sottoscriverlo e come redigerlo in modo efficace.

Cos’è un NDA?

L’NDA sta per Non Disclosure Agreement, che significa letteralmente accordo di non divulgazione. È un contratto atipico con il quale due o più parti si impegnano a non divulgare determinate informazioni nei confronti di terzi e ad utilizzare dette informazioni solo con le modalità e per gli scopi previsti nell’accordo.

In altre parole, lo scopo di un NDA è vincolare una o entrambe le parti a mantenere riservate e a non divulgare a terzi alcune informazioni, relative all’altra parte, di cui dovesse venire a conoscenza in specifiche occasioni, come potrebbero essere le trattative per la conclusione di contratti di trasferimento o licenza di know how. Si tratta di uno strumento particolarmente utile per prevenire la diffusione non autorizzata di informazioni importanti, in grado di danneggiare un’azienda e, in alcuni casi, compromettere un business.

Quando si usa chiedere la sottoscrizione di un NDA?

La sottoscrizione di un NDA è una pratica molto diffusa ogni volta che, nel corso di trattative precontrattuali le parti debbano scambiarsi informazioni, dati o conoscenze riservate con valore commerciale, tra cui:

  • accordi di cooperazione tecnologica;
  • fasi preliminari di operazioni societarie, come nell’ambito di una due diligence legale;
  • sviluppo di nuovi prodotti o servizi o invenzioni brevettabili, per evitare che tutti coloro che vengano a conoscenza di informazioni relative ad un certo progetto possano copiarle;
  • collaborazioni con partner esterni o fornitori in vista di un certo progetto;
  • assunzione di dipendenti o collaboratori freelance che si trovino, in ragione del loro ruolo, a trattare informazioni aziendali riservate;
  • startup e presentazioni a potenziali investitori.

Il contenuto di un NDA

Il Non Disclosure Agreement può essere strutturato in due modi.

  • NDA unidirezionale: quando solo una delle parti è vincolata a non divulgare le informazioni ricevute. Questo tipo di accordo è comune nell’ambito di operazioni societarie straordinarie come, ad esempio, nel caso di acquisizione di una società.
  • NDA bidirezionale: che prevede che gli obblighi di riservatezza siano in capo ad entrambe le parti ed è frequente nelle collaborazioni tra aziende.

In entrambi i casi, il contratto contiene generalmente le seguenti clausole, modificabili a seconda delle specifiche esigenze delle parti.

  • Definizione delle informazioni riservate.
  • Durata dell’obbligo di riservatezza, di durata variabile a seconda del caso specifico.
  • Esclusioni dall’obbligo di segretezza (ad esempio, informazioni già di dominio pubblico o già a conoscenza del ricevente al momento della divulgazione).
  • Conseguenze in caso di violazione dell’accordo (ad esempio, e come vedremo meglio di seguito, la previsione di una clausola penale).

Quali Informazioni può tutelare un NDA?

Un NDA può tutelare diverse tipologie di informazioni riservate, tra cui dati aziendali interni strategie di mercato e piani di crescita, progetti in fase di sviluppo, prototipi, invenzioni brevettabili per le quali non sia ancora stata depositata domande di privativa, elenchi di clienti, fornitori o partner strategici, documenti, file e presentazioni, know-how specifico relativo a processi o metodologie aziendali.

Qualsiasi siano le informazioni riservate da tutelare, è importante che vengano precisate nell’NDA affinché possano essere individuate o, comunque, facilmente individuabili.

Non costituiscono invece informazioni riservate – e, pertanto, non possono essere tutelate attraverso un patto di riservatezza – quelle informazioni già note prima della divulgazione delle stesse, di dominio pubblico, la cui divulgazione o comunicazione a terzi sia stata preventivamente ed espressamente autorizzata per iscritto dalla parte titolare delle informazioni stesse o che la parte è obbligata a divulgare e/o comunicare a terzi in forza di leggi, regolamenti o procedimenti legali.

Quali vantaggi offre un NDA?

In assenza di un NDA, le informazioni riservate vengono tutelate dall’ordinamento giuridico attraverso una serie di disposizioni. Vediamone alcune.

  • Obbligo di correttezza e buona fede nelle trattative: ai sensi dell’art. 1337 c.c., la rivelazione di informazioni riservate durante le negoziazioni è considerata una violazione del dovere generale di correttezza e buona fede.
  • Divieto per il prestatore di lavoro di divulgare informazioni aziendali: l’art. 2105 c.c. vieta ai lavoratori di trattare affari in concorrenza con l’imprenditore o di divulgare notizie relative all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, qualora ciò possa recare danno all’azienda.
  • Tutela dei segreti aziendali: l’art. 99 del Codice della proprietà industriale (cd. CPI) vieta l’acquisizione, l’utilizzazione o la rivelazione dei segreti commerciali di cui all’articolo 98 CPI.

Ma quindi a che cosa serve sottoscrivere un NDA?

In realtà, le disposizioni legislative si rivelano spesso insufficienti quando si tratta di proteggere adeguatamente le informazioni riservate perché risulta difficile non solo dimostrare la natura riservata dell’informazione eventualmente divulgata ma anche dimostrare l’esistenza e l’entità del danno conseguentemente subito.

Da questo punto di vista, la sottoscrizione di un NDA si rivela determinante per definire con precisione le informazioni oggetto di tutela, le condotte vietate e consente alle parti di liquidare preventivamente il danno (anche, se del caso, con riserva di risarcimento del danno ulteriore) attraverso la previsione di una clausola penale.

La consulenza legale che fa la differenza

Sulla base di quanto visto finora, si comprende dunque l’importanza non solo di sottoscrivere una NDA in tutti quei casi in cui si desiderano proteggere delle informazioni riservate ma anche (e soprattutto) di redigerlo accuratamente identificando le informazioni da tutelare, individuando con precisione gli obblighi a carico delle parti, disciplinando le conseguenze della violazione e tutto quanto dovesse ulteriormente rendersi necessario sulla base del caso specifico e delle relative esigenze.

In questi casi, rivolgersi ad un avvocato che si occupa di contrattualistica e rapporti commerciali può fare la differenza. Se hai bisogno di supporto nella redazione o revisione di un accordo di riservatezza, contattami per una consulenza personalizzata. Posso analizzare il caso specifico, comprendere le esigenze e predisporre un NDA che non sia solo valido da un punto di vista formale ma risulti realmente efficace per proteggere gli interessi delle parti coinvolte.

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Domande frequenti sull’NDA (accordo di riservatezza)

Cos’è un NDA?

Un NDA (Non Disclosure Agreement), detto anche accordo di riservatezza o accordo di non divulgazione, è un contratto con cui una o più parti si obbligano a mantenere riservate le informazioni confidenziali ricevute dall’altra parte. Può essere unilaterale — quando solo un soggetto riceve informazioni riservate — oppure bilaterale, quando entrambe le parti si scambiano dati sensibili. Il NDA è utilizzato per proteggere know-how aziendale, dati commerciali, segreti industriali, strategie di business e qualsiasi altra informazione che non deve diventare di pubblico dominio.

Qual è il significato di NDA?

NDA è l’acronimo inglese di Non Disclosure Agreement, che in italiano si traduce letteralmente come “accordo di non divulgazione” o, più comunemente, “accordo di riservatezza”. Sul piano giuridico, il NDA è un contratto atipico riconducibile all’autonomia privata ex art. 1322 c.c. e trova applicazione in ambito commerciale, lavorativo e professionale ogni volta che sia necessario condividere informazioni sensibili prima o durante una trattativa, una collaborazione o un rapporto contrattuale.

Cos’è un accordo di non divulgazione e in cosa differisce da un NDA?

L’accordo di non divulgazione è la traduzione italiana di Non Disclosure Agreement (NDA) e i due termini sono sinonimi a tutti gli effetti. In Italia si usa anche l’espressione “accordo di riservatezza” o “patto di riservatezza”. Dal punto di vista del contenuto, tutti e tre i termini indicano lo stesso strumento contrattuale: un testo che definisce quali informazioni sono considerate confidenziali, quali soggetti sono vincolati all’obbligo di riservatezza, per quanto tempo vale il vincolo e quali conseguenze derivano dalla violazione del patto.

Quando è opportuno utilizzare un NDA?

Un NDA è opportuno in tutte le situazioni in cui si condividono informazioni riservate con terzi prima che sia stato stipulato un contratto definitivo o nel corso di un rapporto professionale. Casi tipici includono: trattative per cessione o acquisto di aziende (M&A), presentazione di un’idea imprenditoriale a potenziali investitori o partner, collaborazioni tra professionisti o tra aziende diverse, rapporti con dipendenti o consulenti che accedono a dati strategici, e sviluppo di software o progetti tecnologici che coinvolgono fornitori esterni. La redazione da parte di un legale consente di definire con precisione l’oggetto dell’obbligo di riservatezza e le clausole sanzionatorie in caso di violazione.

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