Patti parasociali: cosa sono, tipi ed esempi

I patti parasociali sono accordi esterni all’atto costitutivo e allo statuto sociale con i quali i soci (tutti o alcuni), al momento della costituzione della società o anche successivamente, stabiliscono regole aggiuntive rispetto a quelle statutarie.

Stai cercando di proteggere alcuni particolari interessi all’interno della tua società e vuoi assicurarti che tutto proceda come desideri? I patti parasociali potrebbero essere la soluzione che stavi cercando. Questi accordi, molto flessibili, possono adattarsi perfettamente alle esigenze della tua società e dei suoi soci. Scopriamoli meglio insieme!

Mi chiamo Erika Bonollo, sono un avvocato che presta consulenza ad imprese e professionisti e, attraverso questo articolo, approfondiremo che cosa sono i patti parasociali e ne vedremo alcuni esempi. 

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Che cosa sono?

I patti parasociali rappresentano accordi esterni all’atto costitutivo e allo statuto sociale con i quali i soci (tutti o alcuni), al momento della costituzione della società o anche successivamente, stabiliscono regole aggiuntive. 

A differenza dello statuto sociale, che regolamenta il concreto funzionamento della società e la sua organizzazione interna e vincola tutti i soci, costituenti e futuri, i patti parasociali non sono altro che un contratto con efficacia obbligatoria tra gli aderenti, che vincolano solo coloro che ne sono firmatari e non sono opponibili né alla società (salvo che anche la società lo abbia sottoscritto), né a terzi estranei (salvo loro successiva adesione). 

Forma e durata

La disciplina dei patti parasociali relativa alle società non quotate è contenuta agli articoli 2341-bis e 2341-ter c.c.

L’art. 2341-bis c.c., in particolare, sancisce il principio di libertà delle forme, ammettendo che i patti parasociali possano essere stipulati sia per iscritto (a mezzo mail, telefax etc.) ma anche verbalmente.

Quanto alla durata, i patti parasociali possono avere una durata determinata oppure possono essere stipulati a tempo indeterminato. 

  • Tempo determinato. Nel primo caso, la legge prescrive una durata massima di cinque anni, con possibilità di rinnovo. Ove sia prevista una durata maggiore, si intendono comunque stipulati per cinque anni. 
  • Tempo indeterminato. La legge ammette anche patti a tempo indeterminato prevedendo, in tal caso, il diritto di ciascun socio di recedere con un preavviso di centottanta giorni. 

Tipologie di patti parasociali

L’art. 2341-bis. individua tre categorie di patti parasociali.

  • Sindacati di voto
  • Sindacati di blocco
  • Sindacati di controllo


SINDACATI DI VOTO 

Sono accordi che hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto, mediante i quali i soci si vincolano reciprocamente a votare in un certo modo in assemblea.  

Un esempio di sindacato di voto è l’accordo di consultazione preventiva, attraverso il quale i soci possono prevedere di discutere preventivamente l’orientamento del proprio voto che, tuttavia, resta libero.

 

SINDACATI DI BLOCCO 

Sono accordi che prevendono limitazioni al trasferimento delle partecipazioni, generalmente finalizzati a stabilizzare gli assetti proprietari della società. 

I sindacati di blocco possono avere un contenuto molto vario, vediamone alcuni esempi. 

    • Clausola di lock-up: vieta o limita la trasferibilità delle partecipazioni, con l’effetto di cristallizzare la compagine sociale. 
    • Clausola di prelazione: nel caso in cui un socio sia intenzionato a trasferire la propria partecipazione, attribuisce agli altri soci il diritto di essere preferiti al terzo acquirente, a parità di condizioni. Tal clausola è finalizzata ad impedire l’ingresso di soggetti terzi nella compagine sociale.
    • Clausola di prima offerta: attribuisce il diritto di “pre-acquistare” la partecipazione prima che sia immessa in un circuito di trattative con terzi. A differenza del diritto di prelazione, che ha tutela reale, le clausole di prima offerta attribuiscono solo una tutela solo risarcitoria.
    • Clausole di gradimento: attraverso le quali si prevede che l’ingresso nella compagine sociale di un soggetto terzo sia subordinato al parere favorevole dell’organo amministrativo, dell’assemblea, di un socio o di terzi (in quest’ultimo caso solo nelle S.r.l.). 
    • Clausole di tag along: obbliga il socio di maggioranza, intenzionato a trasferire le proprie quote a terzi, a garantire anche ai soci di minoranza la possibilità di vendere alle stesse condizioni. Si tratta di un diritto attribuito ai soci di minoranza, i quali possono tuttavia decidere di non vendere le proprie partecipazioni.
    • Clausole di drag along: permette al socio di maggioranza di trascinare nella vendita delle partecipazioni societarie anche i soci di minoranza. Al contrario della clausola di tag along, questa comporta un diritto per il socio di maggioranza a cui corrisponde un obbligo per i soci di minoranza a vendere le proprie quote alle stesse condizioni del primo. In tal caso, le condizioni minime di vendita possono essere stabilite nello stesso patto parasociale.

 

SINDACATI DI GESTIONE 

Sono accordi che, per stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società, hanno per oggetto o per effetto l’esercizio di un‘influenza dominante. Per influenza dominante si intende la situazione in cui uno o più soci sono in grado di indirizzare stabilmente l’attività della società, attraverso il proprio voto in assemblea oppure in virtù di particolari vincoli con la società. 

Esempi di sindacati di gestione sono:

  • la previsione di quorum deliberativi o costitutivi rafforzati per alcune materie (es. distribuzione dei dividenti, aumenti o riduzioni di capitale, messa in liquidazione volontaria della società, operazioni straordinarie);
  • la previsione di un diritto di veto dei soci di minoranza in relazione ad alcune materie (es. modiche statutarie, finanziamenti a medio-lungo termine, emissione obbligazioni, operazioni straordinarie).

 

In conclusione

Come è agevole intuire sulla base di quanto abbiamo visto fin qui, i patti parasociali sono strumenti estremamente flessibili, che possono essere adattati alle specifiche esigenze di ogni società e dei suoi soci. Per redigerli nel modo più possibile aderente alle proprie necessità e non incorrere in casi di invalidità, tuttavia, è importante affidarsi ad un professionista che sia in grado di guidarti nella stesura del documento. 

Se desideri approfondire ulteriormente il tema oppure necessiti di assistenza per la redazione o la revisione di un patto parasociale, non esitare a contattarmi.

Domande frequenti sui patti parasociali

Che cosa sono i patti parasociali?

Sono accordi stipulati tra i soci, distinti dallo statuto sociale, con cui si regolano aspetti come l’esercizio del voto, la circolazione delle partecipazioni o la governance della società.

Quali tipi di patti parasociali esistono?

Tra le figure più diffuse rientrano i sindacati di voto, i sindacati di blocco (che limitano il trasferimento delle quote) e i patti che disciplinano la gestione o l’ingresso di nuovi soci.

Quando può essere utile stipulare un patto parasociale?

Può essere utile per dare stabilità agli assetti proprietari, coordinare gli indirizzi gestionali tra i soci o regolare i rapporti in vista di investimenti e passaggi generazionali.

Qual è la durata dei patti parasociali?

La durata dipende dal tipo di società e dagli accordi presi: nelle società non quotate i patti a tempo determinato non possono eccedere i cinque anni, mentre quelli a tempo indeterminato prevedono un diritto di recesso con preavviso.

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